RELAXINA

 
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La relaxina è un ormone peptidico prodotto nella donna dalle ovaie, dalla mammella e in gravidanza dalla decidua basale e dalla placenta in maniera pulsatile.

Nell'uomo è prodotta dalla prostata ed è presente nello sperma favorendo la mobilità degli spermatozoi.

Venne descritto per la prima volta da Frederick Hisaw nel 1926.

La relaxina fa parte di una super-famiglia di 7 peptidi simil-relaxina ad alta somiglianza strutturale ma scarsa similitudine aminoacidica tra loro.

La relaxina strutturalmente si caratterizza per essere un eterodimero di due catene peptidiche di 24 e 29 amminoacidi collegati da ponti disolfuro, essa è strutturalmente correlata all'insulina.

La relaxina è prodotta a partire da un precursore la prorelaxina (prormone) per scissione (clivaggio) di una catena proteica aggiuntiva.

L'ormone esercita un duplice ruolo: agisce come antagonista degli attivatori contrattili quali l'ossitocina sulla contrattilità uterina e regola i cambiamenti nel tessuto connettivo cervicale favorendone la maturazione prima del travaglio.

In particolare serve per rilassare le formazioni pelviche (muscoli, sinfisi pubica) al fine di agevolare la progressione del feto nel canale da parto durante il parto.

La relaxina agisce sul metabolismo del collagene, inibendone la sintesi e migliorando la sua ripartizione aumentando le metalloproteinasi della matrice (MMP), essa inoltre migliora l'angiogenesi ed è anche un potente vasodilatatore renale.

Recenti ricerche italiane, di un gruppo di ricerca fiorentino, indicherebbero nella relaxina un importante ruolo nella terapia e prevenzione di malattie cardiovascolari, poiché induce dilatazione dei microvasi, aumenta il flusso sanguigno, inibisce la formazione di trombociti ed inoltre ridurrebbe le neoplasie.

Non sono ancora state descritte patologie correlate al deficit o eccesso di relaxina, anche se sembra esserci una correlazione con la genesi della sclerodermia e della fibromialgia.

Gli studi presentati sull'argomento cominciano a essere molteplici.

Di certo l'orizzonte delle prospettive sembra ampio: uno studio condotto su 36 pazienti che avevano avuto un ictus, ad esempio, ha dimostrato che è possibile ottenere miglioramenti considerevoli se alla riabilitazione si affianca un trattamento a base di relaxina di origine animale; un'altra ricerca su pazienti con problemi alla circolazione periferica ha provato che in tre mesi l'ormone riduce il dolore intermittente che si manifesta camminando, probabilmente grazie alla comparsa di nuove arteriole che migliorerebbero la circolazione. È quanto è successo a un trentenne in cura a Firenze, dal cardiologo Mario Bigazzi, candidato all'amputazione di una gamba per colpa di un'arteriopatia e frequenti tromboflebiti: la relaxina, inizialmente iniettata e poi data per bocca, ha fatto migliorare le condizioni della gamba e delle ulcere e soprattutto ha consentito la formazione di una nuova arteria, una specie di "bypass spontaneo", al punto che non c'è stato bisogno di amputare.

La relaxina, secondo i ricercatori, agirebbe dilatando i vasi sanguigni e migliorando perciò il passaggio del sangue soprattutto in caso di ictus e infarto, quando le arterie vengono “bloccate” da un trombo; l'ormone inoltre ridurrebbe l'attivazione delle piastrine, con effetto antitrombotico, e stimolerebbe la produzione di sostanze che facilitano la formazione di nuovi vasi sanguigni. Da qui a pensare che sia un ormone con effetti cardiovascolari consistenti il passo è stato breve, così come credere che sia responsabile della maggiore longevità femminile visto che la relaxina si ritrova in circolo a ogni ovulazione.

Nuove evidenze scientifiche sottolineano come la Relaxina sia preziosa nella cura dell'arteriosclerosi, degli ictus ed in generale nelle malattie cardiache, e non solo.

Sembra essere implicata in numerose altre patologie, nel corretto funzionamento di tanti meccanismi organici tanto da incidere profondamente sulla longevità delle persone, a partire dalle donne.

Fu scoperto nel 1926 e per lungo tempo considerato esclusivamente come un ormone della gravidanza. Questo perché nelle femmine di tutti i mammiferi viene abbondantemente prodotto dal corpo luteo, soprattutto durante la gestazione ed anche dalla decidua (in questo periodo la sua concentrazione diventa 10 volte maggiore rispetto al normale ndr).

L'ormone sulla donna incinta esercita un ruolo importante: è antagonista di attivatori delle contrazioni uterine come l'ossitocina e dunque produce gli adattamenti e la distensione dell’utero e al momento del parto rilassa le formazioni pelviche (muscoli e sinfisi pubica) permettendo il passaggio del feto; in più sviluppa la ghiandola mammaria e la predispone all’allattamento; rilassa in generale tutto l'apparato muscolo scheletrico rendendo le articolazioni e la curvatura della colonna più flessibili per mantenere il peso del bambino; soprattutto dilata le arterie che devono accogliere un volume di sangue maggiore, senza provocare ipertensione.

La Relaxina favorisce il rilascio d’ossido nitrico ed antagonizza gli effetti dell'endotelina determinando vasodilatazione periferica, miglioramento della portata cardiaca e della funzione renale.

Ha anche un'azione antiaggregante ed antifibrotica favorevole sulla funzione cardiovascolare.

Oltre ad essere un potente vasodilatatore, migliora l'angiogenesi.

I suoi recettori sono soprattutto nel cuore, nel tessuto connettivo e nel sistema nervoso centrale.

Sembra proprio dunque arrivare la conferma che la Relaxina sia un ormone salvavita.

In esperimenti in vivo ed in vitro ed anche nell'uomo, dimostrano la grande potenzialità terapeutica di questo ormone capace di indurre sorprendenti miglioramenti in malattie di svariati organi ed apparati ed in particolare nelle malattie vascolari ischemiche, come infarto cardiaco, ictus, cancrene degli arti, con effetti addirittura rigeneranti dei tessuti lesionati.

Alcuni studi ci hanno evidenziato come la Relaxina sia in grado di favorire la comparsa di 'neoformazioni arteriose': cioè non solo le protegge i vasi sanguigni, ma aiuta a crearne di nuovi in caso di insufficiente circolazione.

Il paziente in questione dopo tentativi chirurgici purtroppo inefficaci, era destinato all'amputazione della gamba a causa di una arteriopatia acuta dell’arteria poplitea, associata a tromboflebiti ricorrenti.

È stato trattato per 6 mesi, con iniezioni sottocutanee quotidiane di Relaxina e successivamente in cicli di tre mesi di Relaxina porcina per via orale, due volte l'anno.

Dopo soli 4 mesi di cura è stato subito evidente la formazione di un ben sviluppato circolo collaterale con evidente miglioramento clinico delle condizioni della gamba: della pelle, delle ulcere e di tutta la circolazione arteriosa senza ulteriori episodi di tromboflebite.

Dopo 4 anni abbiamo riscontrato con una angioTC la sorprendente neoformazione di un'arteria, un bypass spontaneo, naturale, fenomeno unico nella letteratura scientifica.

In base a tutti questi risultati possiamo dire che la Relaxina sia probabilmente il più importante degli ormoni vascolari.

Ha piena efficacia nella prevenzione primaria: essendo vasodilatatrice allontana il rischio di ipertensione e placche; è un valido strumento di prevenzione secondaria, come si è dimostrato negli ictus o in altri studi sull’arteriosclerosi; è una valida terapia in fase acuta, come nel caso di infarto e insufficienza cardiaca.

In effetti comunque gli studi sulla Relaxina riguardano numerosi altri aspetti della funzionalità dell’organismo umano: ricordo che nel maschio la Relaxina è prodotta anche dalla prostata ed è presente nel liquido seminale umano, da qui anche una ipotesi circa l'incidenza sulla fertilità; come potente vasodilatatore attraverso la produzione di ossido nitrico può avere un'efficacia o sinergia con i farmaci noti contro l'impotenza ed in effetti ho avuto una risoluzione completa di un caso disperato di micropene, con tentativo di suicidio; di recente infine sono stati trovati dei collegamenti con l'insulina.

Insomma per spiegare la molteplicità delle azioni di questo ormone mi piace paragonarlo a un direttore d'orchestra, che pur non dotato di strumento proprio, è fondamentale per assicurare l'equilibrio delle varie sezioni e capace di intervenire al bisogno per garantire la completa riuscita dell'opera musicale.

Lo Health Science Center della Texas University certifica invece che l’ormone accelera anche negli anziani il recupero funzionale del muscolo scheletrico danneggiato.

E dal Giappone, l’Università di Shizuoka illustra come riduca anche gravi danni ai reni causati da Rabdomiolisi, ossia da traumi estesi del tipo assai abituali nelle vittime di sismi o bombardamenti.

L’Università del Vermont assicura che la Relaxina ha effetti rigeneranti sulla struttura cellulare (parenchima) delle piccole arterie del cerebrali, operando perciò su patologie vascolari dovute a età o pressione alta, che possono determinare ictus, lesioni della materia bianca, demenza. Prevenendo e curando le affezioni del sistema circolatorio, prima causa di mortalità, possiamo anche asserire che allunghi la vita.

La Relaxina può essere veramente una innovativa terapia per le malattie cardiovascolari, poiché induce dilatazione dei microvasi, accresce il flusso sanguigno, inibisce la composizione di trombociti e neoplasie.

RUOLO DELLA RELAXINA NEL SISTEMA CARDIOVASCOLARE

La relaxina è stata storicamente identificata come un ormone attinente alla sola sfera riproduttiva, ciò nonostante negli ultimi trent’ anni si è invece dimostrato che svolge un’azione pleiotropica, esercitando un notevole compito anche a livello del sistema cardiovascolare (SCV).

La relaxina agisce infatti su cuore, vasi sanguigni (arteriosi, capillari e venosi ed elementi figurati del sangue come le piastrine ed i leucociti.

VASI SANGUIGNI

La somministrazione locale o sistemica di relaxina genera un’immediata vasodilatazione dei costituenti il microcircolo, associata ad una maggiore irrorazione degli organi.

Questo effetto vasodilatatore è stato studiato per la prima volta negli anni ottanta nella ghiandola mammaria di topo al quale era stata somministrata relaxina porcina (Bani e Bigazzi, 1984); nel medesimo modello sperimentale è stato provato che l’effetto interessa anche i capillari, anche se privi nella loro parete di una tunica muscolare (Bani et al., 1988). L’effetto vasodilatatorio dell’ormone è stato esaminato non soltanto a livello dell’apparato riproduttivo ma anche nel mesoceco (Bigazzi et al., 1986), nelle arterie coronarie di ratto e cavia (Bani-Sacchi et al., 1995), nel microcircolo polmonare di ratto (Bani et al., 1997), nell’ingluvia di piccione (Bigazzi et al., 1998), nel circolo renale (Novak et al., 2001) e nei sinusoidi epatici di ratto (Bani et al., 2001).

La vasodilatazione prodotta dalla relaxina sulle arterie coronarie si traduce in un aumento importante del flusso sanguigno che nei modelli di cavia e ratto risulta essere 100 volte più intenso rispetto a quello prodotto dall’acetilcolina e 1000 volte più intenso rispetto a quello prodotto dal nitroprussiato di sodio (Bani-Sacchi et al., 1995; Bani et al., 1998).

Quest’azione vaso-attiva è determinata da una aumentata produzione endogena di NO da parte delle cellule della parete dei vasi sanguigni.

Ulteriori ricerche condotte su ratto hanno messo in evidenza l’aumento dei livelli di NO nelle cellule endoteliali dei vasi coronarici. Sperimentazioni in vitro su cellule muscolari lisce di aorta bovina hanno inoltre provato che la relaxina determina il rilasciamento dell’apparato contrattile.

Le proprietà vasodilatatorie che la relaxina esplica in numerosi organi bersaglio ed i suoi esiti diretti sulle cellule della parete vasale suggeriscono un coinvolgimento di questo ormone nella regolazione della pressione arteriosa e nelle patologie connesse.

A questo riguardo, studi effettuati su ratti naturalmente ipertesi hanno dimostrato che l’infusione intravenosa di relaxina stabilisce un’importante diminuzione della pressione arteriosa, mentre alle stesse dosi non ha effetti degni di nota in ratti di controllo normotesi (St.Louis e Massiccote, 1985).

E’ stato inoltre dimostrato che il trattamento con relaxina modera la pressione nel ventricolo destro ed il contenuto di collagene nella parete delle arterie polmonari in un modello di ipertensione polmonare ottenuto nel ratto (Tozzi et al., 2005). La relaxina influisce anche indirettamente sulla regolazione della pressione arteriosa, mutando l’assunzione di acqua nel ratto, attraverso i neuroni dell’organo subfornicale (Sunn et al., 2002).

E’ stato anche dimostrato che, oltre a svolgere un ruolo nell’omeostasi sanguigna, la relaxina è in grado di promuovere l’angiogenesi.

Studi in vitro su cellule endometriali umane hanno infatti dimostrato che quest’ormone stimola la produzione di potenti agenti pro-angiogenetici, quali il fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) ed il fattore di crescita dei fibroblasti (FGF) (Unemori et al., 1999). Effetti analoghi si sono osservati in macrofagi coinvolti nel processo di guarigione delle ferite in modelli sperimentali ottenuti nei roditori (Unemori et al., 2000)

CUORE

E’ stato dimostrato che la relaxina è dotata di recettori specifici nel cuore e che viene prodotta e secreta dai cardiomiociti, in modo particolare da quelli residenti nell’atrio destro, in condizioni fisiologiche (Osheroff et al., 1992).

Inoltre, Dschietzig e collaboratori hanno osservato come in condizioni patologiche, ad esempio in pazienti con scompenso cardiaco, l’ormone venga prodotto in quantità più rilevante in proporzione all’entità della disfunzione contrattile (Dschietzig et al., 2001).

Essendo generata dal cuore e legandosi a recettori specifici su di esso, la relaxina può essere a buon diritto valutata come una molecola cardiotropica ad azione autocrina-paracrina.

Numerosi studi ex vivo hanno dimostrato che la relaxina esercita un effetto cronotropo positivo (aumento della frequenza di contrazione) sia nel cuore intero perfuso, che nell’atrio destro e sinistro isolati ed anche nella porzione ventricolare (Ward et al., 1992; Kakouris et al., 1992; Han et al., 1994; Tan et al., 1998; Conrad et al., 2004).

L’effetto cronotropo positivo conferito alla relaxina risulta confermato anche da esperimenti in vivo condotti sul ratto (Ward et al., 1992; Kakouris et al., 1992; Han et a.,l 1994; Tan et a.,l 1998; Conrad et al., 2004).

La relaxina è capace di influenzare la frequenza cardiaca attraverso un aumento nei cardiomiociti di cAMP intracellulare, che attiva a sua volta una proteina chinasi cAMP-dipendente; quest’ultimo mediatore determina una incremento della concentrazione di calcio intracellulare, con un consequenziale aumento di intensità della corrente di tipo L mediata dai canali del calcio (Han et al., 1994).

Esperimenti condotti sull’atrio isolato di ratto hanno messo in luce che l’effetto cronotropo positivo prodotto dalla relaxina appare maggiormente efficace rispetto a quello prodotto da sostanze come l’endotelina-1, l’angiotensina-II, l’isoproterenolo, l’adrenalina, l’istamina e la serotonina, accreditate come acceleratori della frequenza cardiaca (Kakouris et al., 1992).

Mediante esperimenti in vitro condotti su cardiomiociti atriali di ratto è stato dimostrato che la relaxina, oltre ad avere un effetto cronotropo positivo, esercita anche un effetto inotropo positivo (aumento della contrattilità), incrementando la durata del potenziale d’azione e dell’influsso del calcio nelle cellule (Piedras-Renterira et al., 1997).

Esperimenti condotti su cuore perfuso di ratto, hanno mostrato che la relaxina induce la secrezione di peptide natriuretico-atriale (ANP), attraverso cui potrebbe controllare l’omeostasi sanguigna.

È una proteina dal relativamente basso peso molecolare. La relaxina è strettamente legata ad un altro importante ormone del nostro corpo, l'insulina.

Abbiamo recettori di relaxina in tutto il nostro sistema nervoso autonomo e nel cervello, nei muscoli lisci (che includono i vasi sanguigni, le arterie ed il tratto digestivo), della pelle e del tessuto connettivo. Forse il suo ruolo principale è quello di regolare la sintesi e maintainence del collagene, la nostra proteina primaria del tessuto connettivo.

Ogni parte del nostro corpo e praticamente ogni funzione del corpo è perciò interessata o potenzialmente influenzata dalla relaxina.

Muscoli / tendini e l'integrità dei legamenti, conduttività nervosa, regolarità del battito cardiaco e anche la salute delle ossa sono tutti influenzati positivamente dalla relaxina.

La Relaxina è pro-angiogenica, stimolando la crescita di nuovi vasi sanguigni nei tessuti bersaglio selettivi, come il rivestimento endometriale dell'utero (Dallenbach et al., 1966) e nei siti ischemici feriti (Unemori et al.) La Relaxina stimola l'espressione del fattore di crescita endoteliale vascolare (VEGF) e del fattore di crescita dei fibroblasti (bFGF), potenti fattori angiogenici che sinergicamente possono stimolare la formazione di nuovi vasi sanguigni (Asahara et al., 1995), in cellule stromali endometriali (Unemori et al., 1996) e le cellule del cuore (Lewis et al., submitted).

La Relaxina stimola la vasodilatazione del letto vascolare

Relaxina provoca vasodilatazione dall'attivazione del sottotipo del recettore dell'endotelina B e la stimolazione di ossido nitrico (Danielson et al., 2000) (Bani-Sacchi et al, 1995; Danielson et al., 1999). Relaxina inibisce anche gli effetti vasocostrittori dell'angiotensina II (Danielson et al, 1999;.. Massicote et al, 1989). Vi è evidenza che stimola la produzione di peptide natriuretico atriale (Toth et al., 1996).

La Relaxina è anti-fibrotica, favorendo la degradazione del tessuto connettivo, soprattutto in condizioni di fibrosi. Relaxina agisce come un agente anti-fibrosi da tre percorsi distinti e additivi: (i) Relaxina riduce direttamente la produzione di collagene; aumenta l'espressione della collagenasi, l'enzima che degrada il collagene e riduce la produzione dell'inibitore collagenasi meglio noto come TIMP (Strutz et al, 1999; McDonald et al, 1999; Williams et al, 1999; Unemori et al, 1992; Unemori et al., 1990).

La Relaxina è preziosa nella cura dell'arteriosclerosi, degli ictus ed in generale nelle malattie cardiache e non solo poiché è coinvolta in numerose altre patologie e nel regolare il funzionamento di tanti meccanismi biologici tanto da incidere significativamente sulla longevità delle persone.

“La Relaxina”, scrivono i ricercatori, “può davvero essere una innovativa terapia per le malattie cardiovascolari, poiché induce dilatazione dei microvasi, aumenta il flusso sanguigno, inibisce la formazione di trombociti e neoplasie”.

ALLUNGARE LA VITA

Probabile origine della maggior longevità delle donne, l’ormone Relaxina, prodotto naturalmente in gravidanza, promette ora innovazioni epocali nella prevenzione e terapia delle malattie cardiovascolari (arteriosclerosi, cardiopatie, ictus cerebrali), 1° causa di morte e disabilità. A suo modo allunga la vita. In analogia con il celebre Bosone di Higgs, è perciò chiamato da alcuni “ormone di Dio”.

L’Università del Vermont assicura che la Relaxina ha effetti rigeneranti sulla struttura cellulare (parenchima) delle microarterie del cervello, agendo quindi su patologie vascolari dovute a età o ipertensione, che possono causare ictus, lesioni della materia bianca, demenza.

Sono tre i principali meccanismi attraverso i quali la relaxina agisce sul sistema vascolare:

1) Vasodilatazione immediata – dovuta in prevalenza alle cellule dei vasi stessi, che stimolano il rilascio di ossido nitrico;

2) Rivascolarizzazione/riperfusione a più lungo termine – questo effetto è per lo più legato a due fenomeni: la stimolazione, da parte delle cellule dei vasi, della produzione di fattori angiogenici (come il VEGF, Vascular Endothelial Growth factor) e il rimodellamento delle fibre collagene del tessuto connettivo dei vasi sanguigni e dei loro dintorni

3) Effetti antitrombotici – sono utili nella prevenzione e cura delle malattie vascolari, e si debbono in gran parte all’inibizione delle piastrine nel sangue, un processo anticoagulante mediato anch’esso dalla liberazione di ossido nitrico.

La Relaxina favorisce il rilascio d’ossido nitrico ed antagonizza gli effetti dell'endotelina determinando vasodilatazione periferica, miglioramento della portata cardiaca e della funzione renale. Ha anche un'azione antiaggregante ed antifibrotica favorevole sulla funzione cardiovascolare. Oltre ad essere un potente vasodilatatore, migliora l'angiogenesi. I suoi recettori sono soprattutto nel cuore, nel tessuto connettivo e nel sistema nervoso centrale. Da qui tutte le recenti conferme scientifiche riguardo le malattie cardiovascolari e quelle di nuovo indirizzo sulla fibromialgia e la sclerodermia".

I risultati finora ottenuti, in esperimenti in vivo ed in vitro ed anche nell'uomo, dimostrano la grande potenzialità terapeutica di questo ormone capace di indurre sorprendenti miglioramenti in malattie di svariati organi ed apparati ed in particolare nelle malattie vascolari ischemiche, come infarto cardiaco, ictus, cancrene degli arti, con effetti addirittura rigeneranti dei tessuti lesionati".

In effetti, la Relaxina ha confermato dunque la sua capacità di vasodilatazione, favorendo una maggiore ossigenazione del cervello, ma anche la capacità di influenzare l’attività delle funzioni cerebrali, forse anche favorendo la plasticità del cervello stesso".

Alcuni studi ci hanno evidenziato come la Relaxina sia in grado di favorire la comparsa di 'neoformazioni arteriose': cioè non solo le protegge i vasi sanguigni, ma aiuta a crearne di nuovi in caso di insufficiente circolazione.

In base a tutti i risultati sperimentali possiamo dire che la Relaxina sia probabilmente il più importante degli ormoni vascolari. Ha piena efficacia nella prevenzione primaria: essendo vasodilatatrice allontana il rischio di ipertensione e placche; è un valido strumento di prevenzione secondaria, come si è dimostrato negli ictus o in altri studi sull’arteriosclerosi; è una valida terapia in fase acuta, come nel caso di infarto e insufficienza cardiaca".

Gli studi sulla Relaxina riguardano numerosi altri aspetti della funzionalità dell’organismo umano: ricordo che nel maschio la Relaxina è prodotta anche dalla prostata ed è presente nel liquido seminale umano, da qui anche una ipotesi circa l'incidenza sulla fertilità; come potente vasodilatatore attraverso la produzione di ossido nitrico può avere un'efficacia o sinergia con i farmaci tipo sildenafil.

Auspichiamo che tutte le citate "ipotesi scientifiche" siano al più presto validate.

Vedere l'integratore multifattoriale Genesis (di Wonderup Naturdieta).

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